Storia di Firenze in 23 tappe: dalla fondazione romana a oggi
Firenze nasce nel 59 a.C. come accampamento militare romano sull'Arno e
diventa, nell'arco di duemila anni, la città che inventa la lingua italiana, la banca moderna e
il Rinascimento. Questa è la sua storia in 23 capitoli brevi, in ordine cronologico.
Ogni capitolo si legge in un minuto e copre un momento preciso: la nascita del
libero Comune nel 1115, il fiorino d'oro del 1252, l'esilio di Dante, la cupola di Brunelleschi,
la congiura dei Pazzi, il rogo di Savonarola, il patto che salvò i tesori dei Medici, i ponti
fatti saltare nel 1944, l'alluvione del 1966.
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Origini
59 a.C.
La fondazione romana
Florentia, una città nata sull'Arno
Firenze nasce come accampamento militare romano sulle rive dell'Arno, fondato attorno al 59
a.C. per i veterani di Giulio Cesare. Il nome, Florentia, significa «la fiorente». La città
aveva la pianta tipica romana: due strade principali che si incrociavano ad angolo retto, con il
foro al centro. Quel reticolo regolare è ancora sotto i tuoi piedi: Piazza della Repubblica sorge
esattamente dove batteva il cuore della città antica. Cammini su duemila anni di storia.
Medioevo
XI-XII sec.
Il Battistero
Il «bel San Giovanni», simbolo della città
Per secoli i fiorentini hanno creduto che il loro Battistero, dedicato a San Giovanni, fosse
un antico tempio romano. In realtà fu costruito tra l'XI e il XII secolo, ma su fondamenta molto
più antiche. Rivestito di marmo bianco e verde, era l'unico luogo dove si battezzavano tutti i
bambini di Firenze: per questo Dante lo chiamava con affetto «il mio bel San Giovanni». Le sue
porte dorate verranno poi definite da Michelangelo «le Porte del Paradiso».
1115
Il libero Comune
Firenze decide da sola il proprio destino
Alla morte della contessa Matilde di Canossa, nel 1115, Firenze conquista di fatto la propria
indipendenza e si organizza come libero Comune. Il potere non è più di un signore, ma di un
governo cittadino fatto di consoli e, più tardi, di magistrati eletti. È l'inizio di una
vocazione che segnerà la città per sempre: l'autogoverno, il commercio, l'orgoglio civico. Da qui
parte la lunga corsa che porterà Firenze a diventare una delle città più ricche d'Europa.
XIII sec.
Guelfi e Ghibellini
Il Duecento delle fazioni e delle torri
Per gran parte del Medioevo Firenze è divisa in due grandi partiti: i Guelfi, sostenitori del
Papa, e i Ghibellini, fedeli all'Imperatore. Non è solo politica: è una guerra tra famiglie,
combattuta strada per strada, torre contro torre. Le centinaia di torri che svettavano in città
erano anche fortezze private. Lo scontro raggiunge il culmine nel 1260 a Montaperti, una
battaglia così sanguinosa da entrare nella Divina Commedia. Alla fine vinceranno i Guelfi, ma si
divideranno subito in nuove fazioni rivali.
1252
Il fiorino d'oro
La moneta che conquistò l'Europa
Nel 1252 Firenze conia una moneta d'oro destinata a fare storia: il fiorino, con il giglio
della città su un lato e San Giovanni Battista sull'altro. La sua purezza e affidabilità lo
rendono presto la valuta più richiesta d'Europa, accettata da Londra alle coste del Mediterraneo.
È un po' come il dollaro del Medioevo. Dietro questa potenza economica ci sono i banchieri
fiorentini, che prestano denaro a re e papi. La ricchezza della città nasce qui.
XIII-XIV sec.
Le Arti e il lavoro
Le corporazioni che governavano Firenze
Firenze era organizzata in «Arti», le corporazioni dei mestieri: lana, seta, medici, giudici,
banchieri, fino ai più umili. Non erano semplici associazioni di categoria: erano il vero motore
politico ed economico della città. Solo chi apparteneva a un'Arte poteva governare. L'Arte della
Lana, in particolare, rese Firenze celebre in tutto il mondo per i suoi tessuti pregiati. Molti
dei palazzi e delle chiese che ammiri oggi furono finanziati proprio da queste potenti
corporazioni, in gara tra loro a chi lasciava il segno più bello.
1265-1321
Dante e la lingua italiana
Il poeta che inventò una lingua
Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265. Con la sua Divina Commedia non scrive in latino, la
lingua dei dotti, ma nel volgare fiorentino, quello parlato per strada: per questo è considerato
il padre della lingua italiana. La sua vita, però, è segnata dall'esilio: coinvolto nelle lotte
tra fazioni, viene cacciato dalla città nel 1302 e non vi tornerà mai più. Firenze, che lo aveva
bandito, oggi lo celebra come il suo figlio più grande. Cerca la sua casa-museo nel centro
storico.
1334
Giotto e l'arte nuova
Il campanile e la rivoluzione della pittura
Prima di Giotto, le figure dipinte erano rigide e simboliche. Con lui, all'inizio del
Trecento, l'arte cambia per sempre: i personaggi acquistano volume, emozione, umanità. È l'alba
di tutto ciò che porterà al Rinascimento. Firenze gli affida persino la guida dei lavori del
Duomo, e nel 1334 inizia a costruire il campanile che ancora oggi porta il suo nome, accanto alla
cattedrale. Slanciato e colorato, è uno dei profili più riconoscibili della città.
1348
La peste nera e il Decameron
La città che racconta per non morire
Nel 1348 una terribile epidemia di peste si abbatte su Firenze, uccidendo forse metà della
popolazione. È una catastrofe che cambia la società. Proprio da quel dramma nasce uno dei
capolavori della letteratura: il Decameron di Giovanni Boccaccio, in cui dieci giovani fuggiti
dalla città appestata si raccontano cento novelle per dieci giorni. Tra paura e voglia di vivere,
Firenze trova nella narrazione un modo per resistere. Dalla peste, paradossalmente, riparte anche
la sua straordinaria fioritura culturale.
Rinascimento
1436
La Cupola di Brunelleschi
L'impresa che nessuno credeva possibile
La cattedrale di Santa Maria del Fiore era rimasta per decenni senza tetto: nessuno sapeva
come coprire un'apertura così enorme senza farla crollare. Filippo Brunelleschi risolse l'enigma
con un'idea geniale: una cupola a doppia calotta, costruita senza impalcature centrali, con
mattoni disposti a spina di pesce. Completata nel 1436, è ancora oggi la più grande cupola in
muratura mai costruita. Salendo i suoi gradini puoi toccare l'ingegno di un uomo che cambiò la
storia dell'architettura. È il simbolo stesso di Firenze.
1434
I Medici al potere
Cosimo il Vecchio e l'arte come strategia
Nel 1434 Cosimo de' Medici, ricchissimo banchiere, torna dall'esilio e diventa di fatto il
signore di Firenze, pur senza alcun titolo ufficiale: governa dietro le quinte, attraverso il
denaro e le alleanze. Capisce una cosa fondamentale: la bellezza è potere. Finanzia artisti,
architetti e studiosi, trasformando la città in un cantiere di capolavori. La famiglia Medici
dominerà Firenze, con alti e bassi, per oltre tre secoli. Quasi tutto ciò che rende celebre la
città porta, in qualche modo, la loro firma.
1469-1492
Lorenzo il Magnifico
L'età dell'oro del Rinascimento
Nipote di Cosimo, Lorenzo de' Medici governa Firenze nel suo momento più splendente. Poeta,
diplomatico e mecenate raffinato, raccoglie attorno a sé i più grandi talenti dell'epoca: il
giovane Michelangelo cresce quasi come un figlio in casa sua, Botticelli dipinge per il suo
entourage. La sua corte è un crocevia di artisti, filosofi e pensatori. Sotto di lui Firenze
diventa la capitale culturale d'Europa. Non a caso lo chiamarono «il Magnifico»: con lui la città
tocca l'apice della sua gloria.
1478
La congiura dei Pazzi
Un omicidio in cattedrale
Una famiglia rivale di banchieri, i Pazzi, ordì un complotto per rovesciare i Medici. Il 26
aprile 1478, durante la messa nel Duomo affollato, i congiurati assalirono Lorenzo e suo fratello
Giuliano. Giuliano fu ucciso a coltellate sotto la cupola di Brunelleschi; Lorenzo, ferito,
riuscì a salvarsi. La vendetta fu durissima e immediata: i congiurati vennero impiccati, alcuni
alle finestre del Palazzo della Signoria. L'episodio rafforzò ancora di più il potere dei Medici.
Fu uno dei giorni più drammatici nella storia della città.
1494-1498
Savonarola e il falò delle vanità
Il frate che sfidò Firenze
Cacciati temporaneamente i Medici, prende il potere un frate domenicano, Girolamo Savonarola,
che predica contro il lusso, la corruzione e i piaceri. Trascina la città in un'ondata di fervore
religioso: nei celebri «falò delle vanità», in Piazza della Signoria, vengono bruciati specchi,
abiti, libri e perfino opere d'arte ritenute peccaminose. Ma il suo rigore finisce per
inimicargli tutti. Nel 1498 viene processato, impiccato e arso sul rogo, proprio nella piazza
dove aveva acceso i suoi fuochi. Una lapide a terra ne ricorda ancora il punto esatto.
1504
Il trionfo del Rinascimento
Leonardo, Botticelli, Michelangelo e il David
Tra Quattrocento e Cinquecento Firenze diventa la culla del genio. Botticelli dipinge la
Nascita di Venere e la Primavera; Leonardo da Vinci muove qui i primi passi; Michelangelo
scolpisce nel 1504 il David, simbolo della città libera e fiera, collocato davanti al Palazzo
della Signoria. In pochi decenni, in poche strade, si concentra una quantità di talento senza
pari nella storia. Ancora oggi gran parte di quei capolavori si trova qui, agli Uffizi e
all'Accademia. Camminare per Firenze significa attraversare il più grande museo a cielo aperto
del mondo.
1513
Machiavelli e Il Principe
La nascita del pensiero politico moderno
Niccolò Machiavelli, funzionario e diplomatico fiorentino, dopo aver perso ogni incarico si
ritira in campagna e scrive Il Principe, un piccolo libro destinato a cambiare per sempre il modo
di pensare il potere. Analizza, senza ipocrisie, come si conquista e si mantiene il governo di
uno Stato. Spregiudicato e lucidissimo, è considerato il padre della scienza politica moderna. Da
lui deriva l'aggettivo «machiavellico». È un altro esempio di come Firenze, in quegli anni,
generasse non solo grandi artisti, ma anche menti capaci di rivoluzionare il pensiero.
Granducato
1569
Il Granducato di Toscana
Cosimo I e gli Uffizi
Con Cosimo I de' Medici la città diventa il centro di un vero Stato: nel 1569 ottiene il
titolo di Granduca di Toscana. Cosimo riorganizza l'amministrazione e fa costruire gli Uffizi,
nati come uffici del governo e oggi tra i musei più famosi del mondo. Fa realizzare anche il
Corridoio Vasariano, un passaggio segreto sopraelevato che collega Palazzo Vecchio a Palazzo
Pitti passando sopra il Ponte Vecchio, per spostarsi senza mai scendere in strada. Il volto
monumentale di Firenze che vedi oggi è in gran parte opera sua.
1610
Galileo alla corte dei Medici
Il Seicento e la nascita della scienza
Galileo Galilei, padre del metodo scientifico, fu protetto e onorato dai Medici. Quando nel
1610 scoprì le lune di Giove, le battezzò «astri medicei» in onore dei suoi mecenati. A Firenze
trascorse gli ultimi anni, anche dopo la condanna della Chiesa per aver sostenuto che è la Terra
a girare intorno al Sole. La città custodisce ancora i suoi strumenti, e perfino una reliquia
curiosa: un suo dito, conservato in un museo. Firenze non fu solo capitale dell'arte, ma anche
della scienza nascente.
1737
L'ultima dei Medici
Il patto che salvò i tesori di Firenze
Dopo tre secoli, la dinastia dei Medici si estingue. L'ultima erede, Anna Maria Luisa, compie
un gesto di straordinaria lungimiranza: con il «Patto di Famiglia» del 1737 lascia all'intera
città tutto l'immenso patrimonio artistico dei Medici, a una condizione: che nulla venga mai
portato via da Firenze. Grazie a lei, capolavori che avrebbero potuto essere dispersi nel mondo
sono rimasti qui, per tutti. Se oggi puoi ammirare gli Uffizi e Palazzo Pitti così com'erano, lo
devi a quella donna. È forse il primo grande atto di tutela del patrimonio della storia.
Contemporanea
1865-1871
Firenze capitale d'Italia
Sei anni che cambiarono il volto della città
Per un breve ma intenso periodo, dal 1865 al 1871, Firenze diventa la capitale del giovane
Regno d'Italia, prima che il ruolo passi a Roma. La città si trasforma in fretta per essere
all'altezza: vengono abbattute le antiche mura medievali, si aprono ampi viali e nasce la grande
Piazza della Repubblica al posto del vecchio mercato. È un cambiamento profondo, non sempre amato
dai fiorentini. Molte delle strade larghe e dei palazzi eleganti dell'Ottocento che vedi oggi
risalgono proprio a quegli anni di febbrile rinnovamento.
1943-1944
Firenze nella Seconda guerra mondiale
I ponti distrutti e il Ponte Vecchio salvato
Dopo l'armistizio del 1943, Firenze fu occupata dai tedeschi e visse mesi durissimi, tra
coprifuoco, rastrellamenti e la deportazione di molti ebrei della città. Il momento più drammatico
arrivò nell'agosto 1944: ritirandosi davanti agli Alleati che avanzavano, i tedeschi fecero
saltare in aria tutti i ponti sull'Arno. Tutti tranne uno. Il Ponte Vecchio fu risparmiato, ma
per bloccarne il passaggio vennero distrutte le antiche case ai suoi due capi. L'11 agosto la
campana di Palazzo Vecchio suonò per chiamare i partigiani all'insurrezione, e la città fu
liberata combattendo strada per strada. Intanto migliaia di opere d'arte, nascoste nelle ville di
campagna, venivano messe in salvo. Firenze ne uscì ferita, ma viva.
1966
L'alluvione del 1966
La città sommersa e gli angeli del fango
La mattina del 4 novembre 1966 l'Arno rompe gli argini e sommerge Firenze: in alcune zone
l'acqua e il fango arrivano a oltre cinque metri. È una tragedia: muoiono persone, e migliaia di
opere d'arte e libri antichi vengono danneggiati. Ma accade anche qualcosa di straordinario. Da
tutto il mondo arrivano giovani volontari per salvare il patrimonio della città, spalando fango a
mani nude: vengono ricordati come gli «angeli del fango». Firenze si rialza, e da quel disastro
nascono nuove tecniche di restauro usate ancora oggi.
1982
Patrimonio dell'umanità
Firenze, museo a cielo aperto del mondo
Nel 1982 il centro storico di Firenze viene dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
Un riconoscimento che dice una cosa semplice: questa città non appartiene solo a chi ci vive, ma
a tutti. In pochi chilometri quadrati si concentra una densità di arte, architettura e storia che
non ha eguali. Ogni piazza, ogni ponte, ogni facciata racconta un pezzo di quel lungo viaggio
iniziato con i soldati romani sull'Arno. Mentre cammini, ricorda: non stai visitando un museo.
Stai attraversando una città viva, fatta di duemila anni di storie.
Vedila con i tuoi occhi
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