Slow tourism · Firenze
Firenze non finisce in Piazza del Duomo. A pochi passi dal turismo di massa, tra i vicoli di Santa Croce e i mercati di Sant'Ambrogio, sopravvivono cappelle brunelleschiane, cenacoli dimenticati e frammenti della città romana. Questa guida raccoglie sei tappe per un pomeriggio di slow tourism, nello spirito di ricerca che anima i percorsi di Trim.
Un refettorio silenzioso custodisce l'Ultima Cena di Andrea del Castagno: uno dei primi grandi cenacoli fiorentini, dipinto quasi cinquant'anni prima di quello di Leonardo. Ingresso gratuito, quasi sempre vuoto.
Disegnata da Giorgio Vasari per il mercato del pesce del Mercato Vecchio, smontata e ricomposta in Piazza dei Ciompi dopo il risanamento ottocentesco. Un frammento di Firenze rinascimentale nascosto in un angolo popolare.
La cupola verde che si intravede dai tetti è il Tempio Maggiore israelitico: interni moreschi, mosaici dorati e un museo che racconta secoli di comunità ebraica fiorentina.
Nel primo chiostro di Santa Croce, la cappella progettata da Brunelleschi è un manifesto di equilibrio rinascimentale. Pochi turisti la cercano, eppure è uno dei luoghi più armoniosi della città.
La casa-museo del collezionista inglese Herbert Percy Horne: un palazzo del Quattrocento con Giotto, Beccafumi e mobili originali. Sembra di entrare nella dimora di un mercante fiorentino.
Camminando tra Via de' Bentaccordi e Piazza Peruzzi si segue la curva perfetta dell'antico anfiteatro romano di Florentia. Le case si piegano sul disegno di duemila anni fa.
Il percorso dimostrativo di Santa Croce trasforma questi luoghi in un gioco urbano fatto di storie, indovinelli e piccoli premi locali.
Prova il percorso di Santa Croce